AF: Prussiano, De Luca (65’ Coreno), Belli, Foglietta (39’ Testa), Archilletti, Cappitelli (55’ Corsetti), De Benedictis (55’ Grassi), D’Amico, Marsella (80’ Petraccone), Leonardi (75’ Stama), Lauretti
A disp.: Pizzutelli, Hoxhaj, Rotondi
All.: Alessio Di Stefano
Arriva il primo stop stagionale per l’Under 17 dell’Accademia, al termine di una sfida bellissima e intensa contro il Savio. Di fronte c’erano due grandi compagini, entrambe imbattute fino a questo momento, che hanno dato vita a un match spettacolare e combattuto. Gli uomini di mister Di Stefano escono però dal terreno di gioco con certezze granitiche: questo è un gruppo forte, formato da calciatori e prima di tutto da uomini veri. I nostri ragazzi hanno affrontato una delle corazzate di questo girone a testa altissima, costringendoli a rinunciare alla loro consueta manovra fluida. Per l’Accademia il tabellino si tinge ancora dei colori di Lauretti, autore di una prestazione maiuscola che conferma il suo straordinario momento di forma in un campionato eccellente. Per i blues, invece, la vittoria matura grazie alla micidiale doppietta firmata in rapida successione da Moscato.
A noi piace parlare di calcio. Ci piace raccontarlo, esaltarne la bellezza, talvolta riuscendoci al meglio, altre volte con meno enfasi, ma con un obiettivo fondamentale: celebrare questo sport e trasmetterne i valori più puri, quelli fatti di lealtà, rispetto e crescita educativa. Proprio per questo motivo detestiamo dover distogliere lo sguardo dal campo per commentare dinamiche che con il calcio non hanno nulla a che spartire. Eppure, ci sono episodi gravi che devono essere denunciati e condannati senza esitazione. Ci riferiamo al danneggiamento negli spogliatoi di porte e tavoli al triplice fischio. Comprendiamo perfettamente l’adrenalina, l’euforia di una vittoria sudata, la tensione di una partita sporca e conquistata con le unghie in uno scontro diretto d’alta classifica. Ma la comprensione si ferma dove iniziano la civiltà e il rispetto. Non possiamo in alcun modo giustificare atteggiamenti violenti e incivili che offendono la dignità delle strutture ospitanti e calpestano ogni principio educativo. Ci amareggia profondamente constatare che tutto ciò sia avvenuto con una società dal blasone storico come il Savio, un club nei cui confronti nutriamo un rispetto profondo e radicato, e dal quale mai ci saremmo aspettati un simile comportamento. Il campo emette il suo verdetto sportivo e va accettato qualunque sia. Il calcio che vogliamo insegnare è un’altra cosa.
